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27 noviembre Chuck Palahniuk - SurvivorStare qui e cercare di rimettere in sesto la sua vita è solo un'enorme perdita di tempo. La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile.
Io e il mio pesciolino rosso, entrambi stiamo nuotando in questo posto.
Per calmare questa ragazza, per convincerla ad ascoltarmi, le racconto la storia del mio pesciolino. Questo è il mio pesciolino numero seicentoquarantuno in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. Seicentoquaranta pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà. La volta che incontri qualcuno di speciale, puoi farci affidamento il giorno che è già morto e sepolto.
Nel mondo di fuori, disse, la gente è visitata nelle proprie case da spiriti che chiamano televisione. Gli spiriti parlano alle persone attraverso quelle che chiamano radio. La gente usa quelli che chiama telefoni perché odia stare nello stesso luogo insieme, ma ha anche paura di stare sola..
In una notte senza luna o stelle non si riesce a vedere nulla, ma si può immaginare tutto.
Concentrate la vostra attenzione solamente sulle macchie, fintanto che la vostra memoria non è del tutto libera. Con la pratica si raggiunge la vera perfezione. Se così la possiamo chiamare.
Ignorate come ci si sente quando il vostro unico talento è nascondere la verità. Avete avuto in dono da Dio un talento per commettere un terribile peccato. È la vostra vocazione. Avete un dono naturale, una propensione naturale alla negazione. Una benedizione.Se così la possiamo chiamare...
Dopo diciassette anni passati ogni giorno a lavorare in case private, le cose di cui mi so occupare meglio sono le facce schiaffeggiate, la crema di cereali, gli occhi neri, le spalle slogate, le uova sbattute, le caviglie scalciate, le cornee graffiate, le cipolle affettate, morsi di tutti i tipi, macchie di nicotina, lubrificanti sessuali, denti caduti, labbra spaccate, panna montata, braccia distorte, lacerazioni vaginali, prosciutto affumicato, bruciature di sigaretta, fette d'ananas, ernie, aborti, macchie causate da animaletti domestici, come tagliare una noce di cocco, ripulire gli occhi, distorsioni e crampi.
Il tempo scorre implacabile. Non avete più l'energia di sempre. Comincia la parabola discendente. Cominciate a cedere.Quest'anno ho i peli sul didietro, e il mio naso comincia a diventare più grosso. La mia faccia sembra ogni giorno di più quella di un deficiente..
Tuttavia, almeno una volta, vorrei dimostrare che so fare qualcosa di meglio. Che posso fare di più che nascondere. Il mondo potrebbe essere assai meglio di come ci accontentiamo che sia. Tutto quello che dovete fare è chiedere.
Certo, voglio dare l'impressione di valere lo sforzo.Lavato ma non stirato.Pulito ma non lucidato.Sicuro di me ma non dimesso.Voglio apparire sincero.La verità non brilla ne' luccica.C'é un'aggressione passiva in atto..Stabilire un punto di partenza basso per creare poi il contrasto con quello che diventerò.Prima e Dopo.Il rospo e il principe.
La sensazione é di non avere alcun controllo. La sensazione é che stiamo andando alla deriva. Non é come un viaggio.Ci stanno processando. E' più come se stessimo solamente aspettando. E' solamente una questione di tempo.
E sali e sali e sali e sali e non arrivi da nessuna parte. È l'illusione del progresso. Quello a cui vuoi pensare è la tua salvezza.Quello che la gente dimentica è che un viaggio verso il nulla può anche cominciare con un passo..
Come le bolle che si formano nella pentola dell'acqua che sta per bollire, così mi appaiono queste nuove illuminazioni...
Intorno al novantesimo piano, ogni pensiero è un'epifania. A destra e sinistra paradigmi che si annullano. Qualsiasi cosa ordinaria si trasforma in una straordinaria metafora. Il significato più profondo delle cose è là, proprio davanti ai tuoi occhi. È tutto così denso di significato. Tutto così profondo. Così reale...
Realizzi che la gente fa uso di droghe perché è l'unica vera avventura intima che le rimane nel suo mondo fatto di vincoli temporali, leggi, ordini, e limiti dati dalla materia. È soltanto con le droghe o con la morte che vediamo qualcosa di nuovo, e la morte è un po' troppo definitiva....
Realizzi che non c'è ragione di fare nulla, se nessuno ti guarda....
Capisci che se non c'è nessuno a guardarti, tanto vale restartene a casa. A divertirti da solo. A guardare il telegiornale....
Che sei quell'albero che cade nella foresta e di cui a nessuno gliene frega un cazzo....
Puoi fare qualsiasi cosa. Se nessuno lo nota, la tua vita si azzera.Nada. Zero assoluto....
Che siano vere o meno, questo è il genere di grandi verità che ti si affollano dentro....
Capisci che è la nostra sfiducia nel futuro che ci rende difficile il distacco dal passato. Non riusciamo ad abbandonare il concetto di quello che eravamo. Tutti quegli adulti che giocano a fare gli archeologi, cercando manufatti dell'infanzia, giochi da tavolo, il Paese dei Balocchi, il Twister, sono tutti terrorizzati. I rifiuti diventano sacre reliquie. Gli Hula hoop. La Casa degli Orrori. La ragione per cui ogni volta che buttiamo via qualcosa ci assale la nostalgia è che abbiamo paura di evolvere. Di crescere, cambiare, perdere peso, reinventare noi stessi. Di adattarci.</li> <li> Dal momento che il cambiamento è costante ti chiedi se la gente desideri tanto ardentemente morire perché è l'unico modo che ha di raggiungere qualcosa di realmente finito.</li> <li> “La realtà è che uno vive finché non muore” “E la verità è che nessuno vuole la realtà”...
La gente cerca un modo per mettere insieme i pezzi. Hanno bisogno di una teoria unificata che combini fascino e santità, moda e spiritualità. La gente ha bisogno di riconciliare l'essere buoni con l'avere un buon aspetto.
Se nella foresta cade un albero e non c'è nessuno che lo senta cadere, non resta semplicemente a terra a marcire?
Il segreto..consisteva nel tenere in ballo il maggior numero di cose possibili.In questo modo, quando una di queste fallisce, ti rimane sempre una speranza.
Sempre di più, ogni cosa nella mia vita era una messa in scena per coprire una messa in scena precedente che a sua volta doveva comprirne un'altra finché non mi dimenticavo quale fosse il problema originale.
La gente non può concepire in un altro la presenza di una virtù che non può concepire in se stessa.Invece di credere che tu sia più forte, gli riesce molto più semplice credere che tu sia più debole. ...Sei bugiardo.La gente é sempre pronta a credere l'opposto di quello che dici.
Per quanto lusso si possa avere, ci sarà sempre qualcosa che manca. Per quanto attentamente tu possa scegliere, non sarai mai totalmente soddisfatto.
Fuori dalla plastica, il mondo comincia a muoversi, scorre via, sempre più veloce, finché non si cancella. Finché non mi addormento.
Nonostante cerchi di nasconderlo in tutti i modi, poco a poco, comincio ad andare in pezzi.
Mi serve una crema idratante. Ho bisogno di essere fotogra¬fato. Io non sono come la gente comune, ho bisogno di essere costantemente intervistato. Ho bisogno di stare nel mio habitat naturale, in televisione. Ho bisogno di correre libero, ad auto¬grafare libri.
«Non riesci a rilassarti e lasciare che le cose accadano?»... ...«Se ti preoccupi continuamente del peggio, è quello che finirai per avere» ...Il mondo intero è un disastro che aspetta di accadere. .
Scorre un cartello con scritto, PERICOLO CADUTA MASSI. Scorre un cartello con scritto, CURVA PERICOLOSA. Scorre un cartello con scritto, MANTO STRADALE SCIVOLOSO
Concentrate la vostra attenzione solamente sulle macchie, fintanto che la vostra memoria non è del tutto libera. Con la pratica si raggiunge la vera perfezione. Se così la possiamo chiamare. Ignorate come ci si sente quando il nostro unico talento è na¬scondere la verità. Avete avuto in dono da Dio un talento per commettere un terribile peccato. È la vostra vocazione. Avete un dono naturale, una propensione naturale alla negazione. Una benedizione. Se così la possiamo chiamare. Pulisco tutta la notte, e continuo a sentirmi sporco.
Chiunque imburri il pane senza tagliarlo nel mezzo, giuro che lo uccido. Chiunque beva il proprio beveraggio con il cibo ancora in bocca, sarà ucciso anche lui. Chiunque venga sorpreso a sbrodolarsi, sarà ucciso. Chiunque venga sorpreso senza il tovagliolo sulle cosce... Chiunque venga sorpreso a usare le dita per prendere il cibo... Chiunque inizi a mangiare prima che siano stati serviti tutti gli altri... Chiunque soffi sul cibo per raffreddarlo... Chiunque parli con la bocca piena... Chiunque beva il vino bianco tenendo il bicchiere per la cop¬pa o beva vino rosso tenendo il bicchiere per lo stelo... Riceverà, ognuno di voi, una pallottola in testa. Siamo a 30.000 piedi sopra la terra, a una velocità di 732 chi¬lometri all'ora. Siamo al culmine della conquista umana, e mangeremo questa cena come esseri umani civilizzati.
Uno, due, tre. Prova. Uno, due, tre. Prova. Forse quest'affare funziona. Non lo so. Neanche so se riuscite a sentirmi. Ma se ci riuscite, ascoltate. E se state ascoltando, be', allora quello che avete trovato è la storia di tutto ciò che è andato storto. Questo è il cosiddetto registratore di volo del Volo 2039. La scatola nera, come si dice, anche se è arancione. Dentro c'è un nastro metallico, cioè la registrazione incancellabile di quel¬lo che resta. Quella che avete trovato è la storia di ciò che è suc¬cesso. E proseguiamo. Anche se faceste scaldare questo nastro fino al calor bianco, continuerebbe a raccontare esattamente la stessa identica storia. Uno, due, tre. Prova. E se state ascoltando, dovreste sapere da soli che i passeggeri sono stati fatti scendere a Port-Vila, nella Repubblica di Vanuatu, in cambio di una mezza dozzina di paracaduti e di qualche altra bottiglia mignon di gin. Continuerò a ripeterlo, ma è la verità. Io non sono un assassino. E sono da solo, quassù. Tutti e quattro i motori sono andati a fuoco, e sono nella fase di discesa controllata, la mia picchiata al suolo. È lafase termina¬le della mia discesa, in cui vado a più di dieci metri al secondo dritto verso il suolo australiano, la miavelocità terminale. Ancora un'ultima volta, state ascoltando la registrazione di volo del Volo 2039. E a quest'altezza, ascoltatemi bene, e a questa velocità, con l'aereo vuoto, questa è la mia storia. E la mia storia non finirà in mille maledetti brandelli bruciata insieme a mille tonnellate di jet in fiamme. E dopo che l'aereo si sarà schiantato, la gente scoverà la registrazione di volo. E la mia storia potrà sopravvi¬vere. E io continuerò a vivere, per sempre.
Uno, due, tre. Prova. Questa è la mia confessione. Questa è la mia preghiera. La mia storia. Il mio incantesimo. Ascoltatemi. Guardatemi. Ricordatevi di me. Amato Bastardo. Messia Posticcio. Amante Mancato. Consegnato a Dio. Sono intrappolato qui, nel volo in picchiata, nella mia vita, nella cabina di comando del jet con il giallo piatto del deserto australiano che si avvicina veloce. E ci sono talmente tante cose che vorrei cambiare ma non posso. È tutto fatto. Adesso è tutto solamente una storia. Ecco la vita e la morte di Tender Branson, e posso semplice¬mente lasciarmele dietro le spalle. E il cielo è blu e radioso in ogni direzione. Il sole è assoluto, e in fiamme, e sta proprio qui davanti, e og¬gi è uno splendido giorno. Uno, due, tre. Prova...
Roberto Saviano - GomorraTi sfogliano lentamente. Una foglia al giorno, fin quando ti trovi nudo e solo a credere che stai combattendo con qualcosa che non esiste, che è un delirio del tuo cervello. Inizi a credere alle calunnie che ti indicano come un insoddisfatto che se la prende con chi è riuscito e per frustrazione li chiama camorristi. Giocano con te come con lo shangai. Tolgono tutte le bacchette di legno senza mai farti muovere, così alla fine rimani da solo e la solitudine ti trascina per i capelli. È uno stato d’animo che qui non ti puoi permettere. È un rischio, abbassi la guardia, non riesci più a comprendere i meccanismi, i simboli, le scelte. Rischi di non accorgerti più di niente. E allora devi dare fondo a tutte le tue risorse. Devi trovare qualcosa che carburi lo stomaco dell’anima per andare avanti. Cristo, Buddha, l’impegno civile, la morale, il marxismo, l’orgoglio, l’anarchismo, la lotta al crimine, la pulizia, la rabbia costante e perenne, il meridionalismo. Qualcosa. Non un gancio a cui appendersi. Piuttosto una radice sotto terra, inattaccabile. Nell’inutile battaglia in cui sei certo di ricoprire il ruolo di sconfitto, c’è qualcosa che devi preservare e sapere. Devi essere certo che si rafforzerà grazie allo spreco del tuo impegno che ha il sapore della follia e dell’ossessione. Quella radice a fittone che si incunea nel terreno ho imparato a riconoscerla negli sguardi di chi ha deciso di fissare in volto certi poteri.
(Gomorra p.253)
Il cinema é un modello da cui decrittare modi d'espressione..I camorristi debbono formarsi un'immagine criminale che spesso non hanno e che trovano nel cinema.Articolando la propria figura su una maschera hollywoodiana riconoscibile, percorrono una sorta di scorciatoia per farsi riconoscere come personaggi da temere.L'ispirazione cinematografica arriva a condizionare le scelte tecniche come l'impugnatura della pistola e il modo di sparare.. "Ormai dopo Tarantino questi hanno smesso di sparare come Cristo comanda!Non sparano più con la canna dritta.La tengono sempre sbilenca, messa di piatto. Sparano con la pistola storta, come nei film e questa abitudine crea disastri.Sparano al basso ventre, all’inguine, alle gambe, feriscono gravemente senza uccidere.Così sono sempre costretti a finire la vittima sparando alla nuca. Un lago di sangue gratuito, una barbarie del tutto superflua ai fini dell’esecuzione. (Gomorra p.274)
La claustrofobia forse non era dovuta al posto striminzito e all’aereo minuscolo, né al buio fuori dal finestrino: ma alla sensazione di sentirmi stritolato in una realtà di cose che somigliava a un pollaio di bestie affamate e ammassate, pronte a mangiare per essere mangiate. Come se tutto fosse un unico territorio con un’unica dimensione e un’unica sintassi ovunque comprensibile. Una sensazione di non scampo, una costrizione a essere parte della grande battaglia o a non essere.Tornavo in Italia con in mente chiaramente le due strade più rapide di qualsiasi alta velocità, le quali veicolano in un senso i capitali che vanno a sfociare nella grande economia europea, e nell'altro portavano a sud tutto ciò che altrove avrebbero infettato;facendolo entrare e uscire per le maglie forzate dell'economia aperta e flessibile, riuscendo in un ciclo continuo di trasformazione a creare altrove ricchezze che mai avrebbero potuto innescare qualsivoglia forma di sviluppo nei luoghi dove si originava la metamorfosi.I rifiuti avevano gonfiato la pancia del sud Italia, l'avevano estesa come un ventre gravido, il cui feto non sarebbe mai cresciuto e che avrebbe abortito danaro per poi subito ringravidarsi, fino di nuovo ad abortire, e nuovamente riempirsi fino a sfasciare il corpo, ingolfare le arterie, otturare i bronchi,distruggere le sinapsi.Continuamente, continuamente, continuamente.
(Gomorra p.308)
Continuava a piovere. In pochissimo tempo l'acqua inzuppò la terra che ormai non riusciva ad assorbire più nulla. I pastori impassibili si andarono a sedere come tre santoni emaciati sotto una specie di pensilina costruita con le lamiere. Continuavano a fissare la strada mentre le pecore si mettevano in salvo, arrampicandosi su una collina di spazzatura. Uno dei pastori manteneva un bastone che spingeva contro la tettoia, inclinandola per evitare che si riempisse d'acqua e cascasse sulle loro teste. Ero completamente zuppo, ma tutta l'acqua che mi crollava addosso non riusciva a spegnere una sorta di bruciore che mi saliva dallo stomaco e si irradiava sino alla nuca. Cercavo di capire se i sentimenti umani erano in grado di fronteggiare una così grande macchina di potere, se era possibile riuscire ad agire in un modo, in un qualche modo, in un modo possibile che permettesse di salvarsi dagli affari, permettesse di vivere al di là delle dinamiche di potere. Mi tormentavo, cercando di capire se fosse possibile tentare di capire, scoprire, sapere senza essere divorati, triturati. O se la scelta era tra conoscere ed essere compromessi o ignorare e riuscire quindi a vivere serenamente. Forse non restava che dimenticare, non vedere. Ascoltare la versione ufficiale delle cose, trasentire solo distrattamente e reagire con un lamento. Mi chiedevo se potesse esistere qualcosa che fosse in grado di dare possibilità di una vita felice, o forse dovevo solo smettere di fare sogni di emancipazione e libertà anarchiche e gettarmi nell'arena, ficcarmi una semiautomatica nelle mutande e iniziare a fare affari, quelli veri. Convincermi di essere parte del tessuto connettivo del mio tempo e giocarmi tutto, comandare ed essere comandato, divenire una belva da profitto, un rapace della finanza, un samurai dei clan; e fare della mia vita un campo di battaglia dove non si può tentare di sopravvivere, ma solo di crepare dopo aver comandato e combattuto. Sono nato in terra di camorra, nel luogo con più morti ammazzati d'Europa, nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere. Dove tutto ha il sapore di una battaglia finale. Sembrava impossibile avere un momento di pace, non vivere sempre all'interno di una guerra dove ogni gesto può divenire un cedimento, dove ogni necessità si trasformava in debolezza, dove tutto devi conquistarlo strappando la carne all'osso. In terra di camorra, combattere i clan non è lotta di classe, affermazione del diritto, riappropriazione della cittadinanza. Non è la presa di coscienza del proprio onore, la tutela del proprio orgoglio. È qualcosa di più essenziale, di ferocemente carnale. In terra di camorra conoscere i meccanismi d'affermazione dei clan, le loro cinetiche d'estrazione, i loro investimenti significa capire come funziona il proprio tempo in ogni misura e non soltanto nel perimetro geografico della propria terra. Porsi contro i clan diviene una guerra per la sopravvivenza, come se l'esistenza stessa, il cibo che mangi, le labbra che baci, la musica che ascolti, le pagine che leggi non riuscissero a concederti il senso della vita, ma solo quello della sopravvivenza. E così conoscere non è più una traccia di impegno morale. Sapere, capire diviene una necessità. L'unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare. Avevo i piedi immersi nel pantano. L'acqua era salita sino alle cosce. Sentivo i talloni sprofondare. Davanti ai miei occhi galleggiava un enorme frigo. Mi ci lanciai sopra, lo avvinghiai stringendolo forte con le braccia e lasciandomi trasportare. Mi venne in mente l'ultima scena di Papillon, il film con Steve McQueen tratto dal romanzo di Henri Charrière. Anch'io, come Papillon, sembravo galleggiare su un sacco colmo di noci di cocco, sfruttando le maree per fuggire dalla Cayen-na. Era un pensiero ridicolo, ma in alcuni momenti non c'è altro da fare che assecondare i tuoi deliri come qualcosa che non scegli, come qualcosa che subisci e basta. Avevo voglia di urlare, volevo gridare, volevo stracciarmi i polmoni, come Papillon, con tutta la forza dello stomaco, spaccandomi la trachea, con tutta la voce che la gola poteva ancora pompare: "Maledetti bastardi, sono ancora vivo!"(Gomorra p.329) 21 enero Falling man - Don De LilloMa é proprio per questo che avete costruito le torri, no? Non sono forse state costruite come fantasie di ricchezza e potere destinate un giorno a trasformarsi in fantasie di distruzione? Una cosa del genere la si costruisce soltanto per vederla crollare. La provocazione é evidente. Altrimenti perché spingersi così in alto, e poi raddoppiare, farlo due volte? In fin dei conti é una fantasia, perché non realizzarla due volte? In pratica é come dire: "Ecco qua, ora buttatela giù".... Soffocare - Chuck Palahniuk
18 junio ChuckRicorda, tu sei una macchina fotografica.
Anche nella vita reale,
prova a vivere senza imporre tanti dialoghi interni nel tuo mondo.
Smetti di giudicare e preoccuparti,
presta solo attenzione e studia come la gente muove le mani mentre parla,
spesso é una storia migliore di quella che raccontano le loro bocche.
Puoi sempre tornare indietro al “pensare”
e inventare significati segreti per il mondo attorno a te.
21 mayo il principe Myskin..Forse il mio destino muterà completamente, ma questa è un'altra cosa, e non la più importante. La cosa importante è che tutta la mia vita è già cambiata. Ho lasciato molte cose laggiù, troppe. Tutto è scomparso. Stavo seduto in treno e pensavo: Adesso vado fra i grandi, e forse non so nulla, ma per me è cominciata una nuova esistenza. Mi sono proposto di eseguire il mio compito con onestà e fermezza. Con la gente, forse, mi annoierò, e sarà dura. Per prima cosa ho deciso di essere con tutti gentile e sincero; nessuno pretenderà da me niente di più. Forse anche qui mi considereranno un bambino. Sia pure! Chissà perché, tutti mi prendono anche per un idiota. Effettivamente, una volta ero tanto malato, e allora ero simile a un idiota, ma che idiota sono ora, se capisco io stesso che mi considerano un idiota? Entro e penso: "Ecco, mi considerano un idiota, però io sono intelligente, e loro neanche se lo immaginano..." 20 mayo il principe Myskin..non sono capace di guardare..
«All'inizio, proprio all'inizio, sì, mi attirava, e mi veniva una grande inquietudine. Continuavo a pensare quale sarebbe stata la mia vita, volevo provare il mio destino, e particolarmente in certi momenti ero inquieto. Sapete, capitano quei momenti, specialmente quando si è soli. Là da noi c'era una cascata, abbastanza piccola, che cadeva dall'alto della montagna, come un filo sottile, quasi perpendicolare, candida, rumorosa, spumeggiante; cadeva dall'alto, ma pareva abbastanza in basso, era a una mezza versta e pareva a cinquanta passi. La notte mi piaceva ascoltarne il suono. Ecco, in quei momenti giungevo talvolta a un punto di grande inquietudine. La stessa cosa mi accadeva a volte a mezzogiorno, quando rimanevo solo in mezzo alle montagne, e tutt'intorno c'erano dei pini, vecchi, alti, resinosi. In alto, su una rocca, c'erano le rovine di un vecchio castello medievale. Il nostro villaggetto era laggiù, lontano, si vedeva a malapena; il sole splendente, il cielo azzurro, un silenzio tremendo. Ecco, in quei momenti mi pareva di essere chiamato chissà dove, e che, se fossi andato sempre diritto, se avessi camminato a lungo, a lungo, e avessi oltrepassato quella linea laggiù, proprio là dove il cielo e la terra si incontrano, là ci sarebbe stata la chiave dell'enigma, e immediatamente avrei visto una nuova vita, mille volte più intensa e più rumorosa che da noi. Continuavo a sognare una città grande come Napoli, in cui ci fossero palazzi, rumore, frastuono, vita... Sì, erano tante le cose che sognavo! Ma poi mi parve che si potesse trovare una vita immensa anche in prigione.» |
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